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Da Eraclito a Petrarca, sino a Internet

Lo duca e io per quel cammino ascoso 

intrammo a ritornar nel chiaro mondo; 

e sanza cura aver d’alcun riposo,                                  

salimmo sù, el primo e io secondo, 

tanto ch’i’ vidi de le cose belle 

che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. 

E quindi uscimmo a riveder le stelle.

(Dante Alighieri)

 

 

Il viaggiare e  lo  spostarsi  da un mondo conosciuto ad un altro meno o per nulla conosciuto, è condizione comune di ogni epoca, di diverse condizioni sociali e di  diverse zone geografiche che si dispiegano con il mutare del tempo apportando di volta in volta significati differenti.

Il senso del viaggio ricopre un campo metaforico ampio e vario,  dalla struttura della vita come cammino, pellegrinaggio o passaggio, che si ritrova nella letteratura dantesca de "il cammin di nostra vita" così come nel "dubbioso passo" di Petrarca sino  al concetto del decesso quale "lungo viaggio della vecchiaia", "ultimo viaggio", o ‘il viaggio senza ritorno’.

 L'uomo ha iniziato molto presto a viaggiare: la diversificazione della dieta dell'homo erectus da solo vegetariana a quella onnivora è stata una delle prime cause degli spostamenti, oltre alle invasioni per la conquista dei territori.

I filosofi greci presocratici fanno largo ricorso alle metafore legate al movimento e al viaggio: il pensiero  di Eraclito si basa sull’essenza stessa della natura che è percepita come movimento (panta rei):

‘Acque sempre diverse scorrono per coloro che s’immergono negli stessi fiumi…’,’

‘Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo’

Dal punto di vista linguistico ed etimologico il termine ‘viaggio’ , legato a quello dell’ esperienza, svela una  radice comune che porta ad  un terzo significato : quello di "pericolo".

La radice indoeuropea della parola "esperienza" è interpretata come "tentare", cioè "mettere alla prova",  ma ha  anche significati secondari che si riferiscono al moto: "attraversare uno spazio", "raggiungere una destinazione", "andare oltre’.. e del resto la lingua latina presenta per le parole  ‘experior’,’ experientia’, ‘experimentum’, il significato di esperienza come percorso (il termine ‘ex’ identifica in latino dell’andare attraverso o oltre)

 Analizzando quindi l'origine del termine ‘esperienza’ si giunge  a dover esaminare anche gli effetti del viaggio sul viaggiatore cioè quel bisogno umano di mutamento, un bisogno che non coinvolge principalmente il proprio corpo ma la propria mente.

 Se l'evoluzione dell'uomo è stata accompagnata dal mutare dei modi dello spostamento e all’inizio era il nomadismo come necessità di sopravvivenza, la società stanziale ha dato vita a degli spostamenti che avevano solo fini utilitaristici, commerciali o culturali fino all'introduzione del viaggio di piacere e del turismo di massa generato dalla possibilità dello spostamento rapido e infine oggi siamo tutti spettatori e nello stesso tempo attori  di quello spettacolo che ha come principale protagonista Internet e le realtà virtuali del  "viaggiare senza partire". 

(A.L.)