· 

Fenomeno Ansia

 

La nostra ansia non viene dal pensare al futuro ma dal volerlo controllare.

(Khalil Gibran)

 

L’ansia, se vissuta oltre i limiti, è una condizione di  profondo disagio psicologico. E’ difficile dare un’ unica definizione di quello che si prova, è   preoccupazione, paura, fuga,  tensione emotiva,  un chiudersi in se stessi per reagire ad un attacco che proviene dal mondo esterno.

 

Viviamo sicuramente in un periodo di indecisioni, di problematiche legate a molti fattori  sociali tra cui la difficoltà di trovare lavoro secondo gli studi compiuti, difficoltà nel trovare una casa e di creare una propria stabilità familiare.

Inoltre e non per ultimo, vi è ormai una diffusa e serpeggiante convinzione del senso dell’essere soli.

 

Sembrerebbe una contraddizione o una falsità, in questo mondo dove siamo in continuo contatto con gli altri, viviamo il tempo dei social e dell’accanimento mediatico e  sappiamo in qualsiasi momento dove possiamo cercare l’altrui persona.

 

Purtroppo sembra che non sia così.

 

Alcuni insigni studiosi affermano a gran voce che una delle cause scatenanti del sentirsi soli è ‘ la rottura delle reti di solidarietà e di vicinato’ o ‘isolamento e solitudine individuale’, che creano l’ampliamento del senso di ansia individuale e collettivo.

 

Il 'Fenomeno Ansia’ è, nella nostra società occidentale, abbastanza recente e la spiegazione del perchè è abbastanza lampante.

 

Fino ad alcuni anni fa le persone si preoccupavo del  loro microcosmo, in parte a ciò che avveniva nel loro quartiere, nella loro città, in maniera esponenzialmente relativa alla loro nazione e quasi per nulla a ciò che accadeva nel Mondo.

 

Con il fenomeno della globalizzazione, dell’intervento massiccio dei media, alla facilità di relazionarsi con mondi che un tempo erano ‘lontani’ da noi, tutto ci coinvolge, tutto ci occupa, ci pre-occupa e tutto ci viene espressamente svelato, subito e in maniera diretta.

 

Il bombardamento mediatico ha sicuramente influito sulle nostre fragilità e spesso mi trovo a detestare certi meccanismi di ansia che determinati canali televisivi impongono in maniera o subdola o melodrammatica.

 

In questi si cerca ogni pretesto per ingigantire un fatto, per porre allarmismo in colui che riceve le informazioni, per dare non Informazione ma Paura.

 

Se tutti noi rallentassimo un attimo, se riconoscessimo lo stato di Ansia che ci viene imposto, se riuscissimo a tradurlo, forse riusciremmo anche a comprendere che anche l’Ansia ci può offrire valenze positive.

 

La potremmo usare come stimolo a produrre soluzioni, a trovare situazioni belle intorno a noi, a riscoprire che la persona ansiotica pone l’accento sui dettagli  e cerca l’eccellenza in ogni situazione.

 

La sua è una ricerca del meglio, del particolare, della sensibilità,di un fiore tra la paglia.

 

Ed è la persona che cerca, nel rapporto, la sincerità.

 

Forse potremmo, quando sentiamo che l’Ansia ci sta per assalire, fermarci un attimo e, come il Piccolo Principe, sederci su una sedia e contemplare il tramonto.

 

E se l’Ansia è un campanello di allarme che ci indica una situazione di pericolo, allora siamo sicuri che il cambiare rotta, allontanarsi da quel pericolo, non andremo incontro alla sofferenza.

 

Ascoltiamola questa emozione. Magari ci regala modi inaspettati e nuovi per renderci migliori...

 

(A.L.)