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L'Ansia

 

 

L'Ansia è un sottile rivolo di paura che si insinua nella mente. Se incoraggiata, scava un canale nel quale tutti gli altri pensieri vengono attirati.

(Robert Bloch)

 

 

 

Alcuni giorni fa, camminando in una via della mia città, mi chiesi  quale potesse essere il prossimo tema da trattare nel mio blog di help life. Non trovai un solo tema tra quelli tra me esposti che potessero innescare  dentro di me quel desiderio di scrivere, quella bella sensazione che provo nel momento in cui trovo una buona (almeno per me) idea da tradurre in parole.

Mi domandai come mi sentissi in quella mattinata fresca genovese, quali fossero le mie prime sensazioni e come  alcune volte mi capita, la definizione del mio stato si tramutò nella parola ‘ansia’.

 

Questo tema mi sta particolarmente a cuore perché, non lo nego, ho a che fare  anche io con l’ansia nelle mie giornate e qualche volta riesco a conviverci abbastanza bene, altre volte devo tentare delle mediazioni con me stessa, cercare di calmare il mio cuore e poi rifletterci su.

 

Ansiosi  lo siamo tutti.

Nel senso che anche l’Ansia fa parte di quel bagaglio di emozioni che ci viene dato all’inizio del nostro viaggio.

E come tutte le altre emozioni, sta a noi usarle e come usarle.

Ma nel pacchetto di emozioni che abbiamo a disposizione, anche per l’Ansia non c’è il libretto di istruzioni d’uso e quindi, ci arrangiamo un po’ come possiamo.

Ci arrangiamo secondo le nostre esperienze, secondo quello che comprendiamo e non comprendiamo nel vivere una situazione, ne usiamo troppa o troppo poca.

Insomma, qui non si tratta di leggere la ricetta di una torta e, come tutte le emozioni, questa ci appesantisce o ci alleggerisce.

Ma comunque se non riusciamo ad avere una giusta misura, un dialogo, un bilanciamento, ci pesa.

 

Ci pesa, o mi pesa, in questa realtà agitata  dove tutto è relativo, quasi minimalista; dove i punti fermi lo sono per un attimo e poi si infrangono come certe onde sugli scogli del mio mare camoglino. 

 

E dove tutto si protende verso l’immagine  di sé a discapito dell’essere, dove si è sempre di fronte ad una vetrina e si è passibili a giudizi sociali taglienti come coltelli affilatissimi ,a tentativi di screditare il più intrinseco 'Io' per poter affermare di essere capaci a standardizzarci agli schemi comuni, agli schemi imposti. 

 

Ma se ci si pensa, l’Ansia, soprattutto per l’universo femminile, fa vivere giornate davvero poco serene.

 

E’ faticoso vivere giorni in uno  stato di costante inquietudine, perché questa emozione pesa nell’animo, sgualcisce ogni  pensiero,  ne offusca altre, toglie la capacità di considerare ciò che ci circonda secondo la propria luce, ci obbliga a fermarci, ci toglie il respiro.

 

Ci attanaglia la paura, la modifica, la ingigantisce e il battito del cuore aumenta. Aumenta la sudorazione, ci confonde e ci fa sbagliare.

Tutto.

In genere chi soffre di attacchi d’ansia o vive nell’ansia, trova in ogni stato una problematica quasi o del tutto irrisolvibile.

 

Si preoccupa di ogni piccolo dettaglio, porta la sua mente a focalizzare problemi dove in realtà essi non ci sono, il ‘se’ è l’accompagnatore silente di ogni incipit di un ragionamento e non riesce a ‘lasciar andare’ perché deve avere e tenere tutto sotto il suo controllo.

 

Che in realtà, poi, non si avvera mai perché nessuno può avere questa possibilità.

 

Quindi prova paura (to feel fear) che ciò che lo circonda possa in un batter di ciglio dispiegarsi in modo diverso da come aveva cercato di determinarla.

 

Ma la sua più grande paura arriva proprio in quel momento: mentre un fatto si dispiega in un modo diverso da come la persona aveva cercato di determinarla, di sognarla, di condurla, prova una terribile paura. Perché non sa come comportarsi, non sa stare nel gioco, non la sa vivere.

 

L’Ansia è quell ’Emozione che fa la parte, nella nostra stanza dei bottoni, di un vero e proprio campanello di allarme e questo squilla nel momento in cui avverte la persona sui rischi che potrebbero presentarsi, conducendo questa alla ricerca di soluzioni.

 

Quindi dobbiamo supporre che l’Ansia non sia un’Emozione  completamente negativa. Tutt’altro.

 

È una reazione normale l'ansia, se proporzionata, se ragionata ad una determinata situazione, se propone in sé una giusta valutazione sull’accadimento, ponendo la persona in uno stato attivo per porre soluzioni.

 

Ma non dobbiamo permetterle di offuscarci la mente e il cuore.

 

Determinare le cause del perché abbiamo dato più spazio a questa emozione a scapito di altre o a scapito di un ragionamento attivo nel momento in cui ci si è presentato davanti una situazione ‘allarmante’. Ecco il nostro compito.

                             

Il compito è quello di com-prenderlo, non si fare finta che non esista o sottovalutando questo dolore interiore (che potrebbe anche sfociare in attacchi di panico, di paure incontrollabili, di notti insonni o di  estraneità dal mondo esterno).

 

La com-prensione di questo stato di malessere non porterà a eliminare questo sentimento che, ripeto, fa parte del nostro bagaglio di vita, ma ad avere la possibilità di conoscerlo, di saperlo gestire e con questo di provare di nuovo la leggerezza di sentirsi bene.

 

(A.L.)

 

           

 

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