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Il senso dell'Abbandono

 

Vorrei catturare il tuo cuore ed i tuoi sentimenti, giocare con loro e poi abbandonarli, come tu hai fatto con me.

(Oscar Wilde)

 

 

Ritorno dopo anni di oblio ad un libro che seguii per un esame universitario. Per molto tempo quel libro ha fatto bella mostra di sé su uno scaffale della mia libreria e, se al contrario di altri suoi simili che ogni tanto vengono nuovamente sfogliati e svelati, questo non ha più attirato la mia attenzione.

 

Il libro,’ Illusioni d’Amore’ scritto da Iole Baldaro Verde e da Lei  introdotto nell’elenco dei testi obbligatori per sostenere la prova orale di ‘Teorie della Personalità’,veniva ai miei occhi di studentessa in un periodo storico fatto di intemperie e di contrasti umani e psicologici, dove l’analisi personale stava prendendo sopravvento su tutti gli altri miei impegni.

Sinceramente le lezioni della Prof.ssa Baldaro Verde non erano le mie preferite però era a quel tempo l’unico corso di psicologia che poteva essere seguito all'ateneo genovese e l'unica docente alla quale potessi avvalermi per elaborare la mia futura tesi di laurea.

 

Comunque sia andata il rapporto intercorso tra me e i suoi testi, alcuni giorni fa rilessi l’introduzione al libro in cui veniva raccontato, in maniera molto personale e carico di emozione, l’evolversi del suo privato distacco e lutto a seguito della perdita del compagno della sua vita. Il racconto mi ha coinvolto moltissimo e ho cercato, da questo, di prendere spunto per discorrere sul senso dell’abbandono, partendo come sempre dal mio vissuto.

 

A noi esseri umani è necessario e fondamentale, anche per un istinto di sopravvivenza, stabilire relazioni personali e sociali. Il primo legame che ci appartiene è quello verso la mamma, verso cioè colei che non solo ci ha fatto da contenitore per lunghi nove mesi di gestazione ma di colei che si è presa cura di noi sin dalla nascita. Parliamo quindi di ‘legami di appartenenza’ che, in questo contesto, appartiene anche al significato di ‘specie umana’.

 

Nel momento in cui un bambino si trova a dover affrontare un distacco da parte della madre o di chi comunque ha stretto un legame profondo e unico, spesso dimostra reazioni ansiotiche che tendono sempre al desiderio di recuperare quella determinata presenza.

Non solo, anche il presupposto costante di un possibile distacco o di perdita nei confronti della persona investita dal legame di attaccamento, porta a situazioni di ansia e di smarrimento.

Molto spesso, inoltre e non per ultimo, il bambino trova la sua prima risposta alla perdita del legame con un profondo senso di colpa, attribuendo a se stesso la causa principe di tale abbandono.

 

Durante le fasi dello sviluppo poniamo le basi per relazionarci in maniera affettiva con persone al di fuori del gruppo familiare e genitoriale mediante il sentimento dell’ amicizia e poi quello dell’innamoramento. Ma diventando adulti noi non facciamo altro che portarci dentro la nostra esperienza, le nostre fatiche, i nostri dolori e il senso d’abbandono provato in un determinato momento della nostra fanciullezza, può riapparire ‘dal nulla’ nel momento in cui, ad esempio, un legame d’amore finisce.

Si prova la stessa pena che abbiamo provato quando ci siamo sentiti abbandonati e anche se  abbiamo tentato di scordare quella situazione terribile che ci ha coinvolto, questa si ripropone sottoforma di dolore.

 

E così riconosciamo la fine di un legame affettivo come un evento negativo, che mette in pericolo la nostra tranquillità e fa svanire il senso di protezione.

Le persone però non sono uguali le une alle altre come i loro vissuti. Se qualcuno vive il senso di abbandono non come uno stato di sofferenza ma come una conclusione serena dei rapporti, per altri non è così e, anzi, qualcuno prova più di altri questo dolore e per questo si sente abbandonato anche quando in realtà non lo è.

Questo è dovuto in buona parte dal carattere dalla persona ma anche da ciò che lo circonda o, meglio, da cosa è stato circondato quando era piccolo e come lo ha vissuto.

Infatti il carattere che si forma nella persona è fatto dall’ambiente familiare, da una predisposizione del proprio carattere e da fattori psicologici.

Questi tre aspetti sono correlati e influenzati tra di loro in maniera molto stretta e nello dispiegarsi di questo si trovano spesso delle difficoltà a suddividerle. Comunque ci proviamo.

Nei bambini il proprio carattere è già in parte ben delineato o, almeno, tracciato con linee precise. Alcuni di essi sono più vulnerabili e sensibili a ciò che il mondo familiare offre, alcuni vivono in maniera passiva le vicissitudini di questo microcosmo e altri percepiscono il distacco in maniera intensa e lacerante. Questa loro predisposizione all’emotività porta all’essere ansiosi, superattivi e spesso a voler ignorare quasi o del tutto le regole date dalla famiglia.

Come sarà facile intuire, i bambini più emotivi e ansiosi sono quelli più esposti allo sviluppo della paura dell’abbandono e il rapporto che instaurano con ciascun membro della famiglia influenzerà la loro fiducia o sfiducia nelle relazioni che darà avvio da persona adulta.

 

In un microcosmo fatto di aggressività, di poco amore e di poco rispetto, di nevrosi ,di poca attenzione e di protezione, il bambino sviluppa un senso di poca affidabilità nei confronti delle figure genitoriali producendo la convinzione che qualsiasi relazione sia destinata a finire e quindi di essere abbandonato.

 

Non dimentichiamoci mai che i bambini interpretano sempre gli atti e i comportamenti dei genitori, perché da essi imparano. Nel momento in cui il bambino vive situazioni negative, la sua interpretazione di quell’accadimento sarà negativo.

Comunque si sia sviluppato il senso di abbandono, quali sono state le cause che portano a vivere a metà i rapporti con l’altro, sappiamo bene riconoscere che questo sentimento è di difficile gestione perché porta a diffidare delle relazioni d’amore, di non riuscire a essere coinvolto completamente in una relazione, portando ansia e paure che lo spingono a rimanere davvero in balia della solitudine, erroneamente consci di avere una bassa stima di se stesso.

(A.L.)

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