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Fattore Moda

 

Molti anni fa viveva un imperatore che amava tanto avere sempre bellissimi vestiti nuovi da usare per vestirsi elegantemente... 

(Hans Christian Andersen)

 

 

 

La Comunicazione è l'atto fondamentale del vivere sociale, l’ho scritto più volte nei miei appunti.  Noi comunichiamo da sempre mediante le parole e i silenzi, i gesti delle nostre mani, i movimenti del nostro corpo e così via.

Ma nello sterminato panorama comunicativo (verbale e non verbale), il Fattore Moda ha  ed ha sempre avuto una posizione importante, quasi determinante ,nello sviluppo sociale e psicologico dell’individuo.

 E’ indubbio il considerare l'abbigliamento  quale  ‘codice comunicativo’ da cui si dipanano dei ‘sotto codici (o elementi)comunicativi’ che ne determinano il significato.

 Questi sono le stoffe, i colori e la foggia .  

Usiamo di solito la seta o il chiffon, il raso o il taffetà per abiti eleganti, di rappresentanza o per una occasione speciale quale un abito da sposa.

Usiamo il cotone, il lino, la lana per abiti quotidiani, da lavoro, la cui praticità e consistenza si adattano a tempi di vita più duraturi.

Ognuno di noi, poi, ha i suoi propri colori preferiti, con cui si sente di più a proprio agio, con cui ama divertirsi, con cui vuole dare una sua propria comunicazione.

E poi l’aspetto. Gonna lunga, corta, aderente, a ruota. Pantaloni larghi, stretti, corti,lunghi.

Socialmente  e psicologicamente parlando,  il ‘codice dell'abbigliamento’ va di pari passo al contesto storico, politico e sociale  umano, esprimendone il suo significato e dispiegando temi sociali più disparati.

Basta porsi davanti a capolavori pittorici di diverse epoche per comprendere sin da subito le differenze sociali, comunicative e storiche degli abiti indossati dalle figure femminili (e non solo femminili) a seconda dell’epoca storica dispiegata.

E nella letteratura ci si trova spesso dinanzi a lunghe e particolareggiate descrizioni sugli abiti, sui tessuti e sui colori, senza dimenticare gli eventuali gioielli indossati da eroine e dai loro profumi che rendono vivida l’immagine di una figura femminile più o meno conturbante, più o meno ricca, più o meno prepotente.

L’abito incarna la figura di quel personaggio,ne svela le sue aspirazioni e sogni, le sue difficoltà di vita, la sua sostanza, la sua essenzialità o espressione.

Sin da piccoli ci viene insegnato a classificare, a distinguere, a porre su piani diversi le diverse figure che ci appaiono dinanzi ai nostri occhi. Le favole ne sono un esempio concreto e palese del mondo dell’infanzia.

 

Molto spesso, nelle fiabe,  gli abiti e i loro colori , aiutano il bambino a comprendere le posizioni sociali ed intellettuali dei personaggi.  Il principe azzurro lo è  per il suo mantello colore del cielo, il suo cavallo è e sarà sempre bianco e la sua comunicazione sarà sinonimo di tranquillità, di soluzione del problema . D’altro canto i lavoratori nelle favole sono molto spesso vestiti con colori che tendono al marrone, al colore della terra mentre i ‘brutti e cattivi’ tendono al nero, al buio, al giallo dei succhi gastrici.

 

Possiamo infine definire la Moda  anche quale codice identificativo, basato su simboli e segni ben determinati e chiari in ciascun individuo del suo proprio tempo, che oltrepassa la barriera linguistica  e culturale o che, meglio, ne identifica la propria Cultura.

 

(A.L.)

 

 

 

 

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