Quello che vorrei instaurare è un processo di comunicazione tra due persone la cui finalità è nel rendere possibile il dispiegarsi di problematiche relative ai sentimenti e alle emozioni.

 

 Il rapporto di relazione che si innesca deve essere innanzitutto di empatia e di fiducia e mai di giudizio o di contrasto. E’ un aiuto che deve andare al di là di qualsiasi opinione perché nessuno, a parte colui che chiede sostegno, può emettere giudizi sulla vita dell’altrui persona.

 

L’apporto che io propongo è quindi quello di instaurare un rapporto sereno e aperto, di considerazione e di rispetto, per aiutare la persona a ritrovare la propria stima e capacità a risolvere le proprie problematiche.

 

Ognuno di noi ha in sé le risorse necessarie per la soluzione alle proprie problematiche ma che può trovare, in un momento della sua vita, difficoltà a farle emergere ed elaborarle; è per questo che il rapporto che si instaura tra queste due persone è di tipo attivo, di scambio reciproco e parallelo dove nessuno dei due si deve trovare in una posizione subalterna.

 

In quest’ottica  la persona viene aiutata nel rendere più comprensibile a se stessa tutti i segnali che il suo animo le invia e che, per vari motivi, questi non vengono riconosciuti, non codificati, non sgranati.

 

La comprensione di sé, lo studio  positivo delle proprie emozioni  porta necessariamente a ritrovare quell’equilibrio che sembrava perso ma che, invece, era solo celato da una serie di accadimenti personali di difesa, di smarrimento, di incomprensione che stanno alla base dell’essere umano.

 

Ecco quello che io propongo nella maniera più positiva e serena: l’ascolto della persona.